Io Resisto. Io resto a Casa! #iorestoacasa


Insieme Contro il coronavirus

Ognuno di Noi può fare la propria parte contro l’emergenza sanitaria in atto dovuta al Virus Covid-19. Ecco una lista delle campagne che potete supportare.


Tutti i settori economici e lavorativi stanno risentendo della crisi economica dovuta alle restrizioni imposte con l’emergenza del coronavirus, non fa eccezione il settore delle Escort.

Lo staff di Nouvalis.it consiglia di Resistere e Restare a casa e soprattutto di limitarsi a contattare le ragazze tramite una più sicura video chiamata.

Parliamo di una professione, quello della escort, che possiamo tranquillamente definire borderline per lo stato, ma comunque sempre prospera. Un attività svolta con prezzi importanti nella maggior parte dei casi, in appartamenti eleganti o stanze di hotel da quattro stelle in su.

Come gli altri settori però anche quello dell’accompagnamento risente della attuale epidemia.

Da quando è stato emanato il primo decreto restrittivo che imponeva la chiusura delle attività e limitava gli spostamenti, si è registrato un fortissimo calo pari al -40% degli annunci online, ormai la parte più consistente del mercato, per questo determinato settore.

Le regione più colpita dal calo sono la Sardegna -56%, seguita da Lombardia -51%, Trentino Alto Adige -44%, Veneto -42%, Toscana -42%, Puglia -40%, Campania -40%, Lazio -37%, Emilia Romagna -36%, Piemonte -34%.

Le professioniste del settore in tutta Italia hanno dovuto quindi modificare o bloccare il loro lavoro.

Attraverso il racconto di diverse operatrici possiamo dare una visione delle scelte e le direzioni che sono state prese.

Molte hanno bloccato completamente la propria attività per paura del contagio e nella speranza che la situazione possa tornare ad una certa normalità in tempi abbastanza brevi.

Due mesi di pausa si spera, avendo entrate economiche buone per il restante arco annuale, vengono considerati uno scotto accettabile per la salvaguardia della propria e della salute altrui.

Altre invece si sono attivate per fornire servizi di chat o video chiamate, passando effettivamente anche in questo settore allo smart working con quei clienti che, a causa dei divieti, non possono avere dei contatti con loro.

Poi ci sono una piccolissima percentuale che continua ad esercitare la professione prendendo tutte le precauzioni del caso (evitando baci e munendosi dei disinfettanti gel per le mani o addirittura alcune cronache raccontano di escort che accolgono clienti col termoscanner) e limitandosi ad una cerchia di clienti di lunga data.

Per finire ci sono anche qui professioniste in difficoltà economica che a causa del lockdown hanno richiesto i fatidici 600 euro all’Inps.

Proprio uno studio condotto da uno dei principali siti del settore in questi giorni, ci rappresenta in percentuali queste scelte appena citate:

  • Ben il 12% ha fatto domanda nonostante il dubbio che, dovendo documentare il lavoro, alla fine possa realmente ricevere questo aiuto;
  • Il 28% come accennato all’inizio ritiene che se la crisi durerà pochi mesi se la caverà;
  • Il 46% ha confermato che non farà nessuna richiesta perchè non ne ha bisogno.

La necessità di evitare contatti fisici e di mantenere una distanza influisce non poco su qualunque rapporto, da quelli più consolidati a quelli occasionali.

Questo fa capire come sia calato drasticamente sia la richiesta che l’offerta nel settore.

Prendendo come esempio Milano, una delle città nella regione, la Lombardia, fra le più colpite dall’epidemia, le escort non sono totalmente scomparse. Infatti di annunci, se ne trovano ancora, anche se in numero molto inferiore alla media.

Solitamente durante l’anno lavorano mediamente 120.000 escort online in Italia e tante di queste, come detto, hanno cambiato le loro abitudini, passando quindi allo smart working.

A riconvertirsi a questa nuova attività sono molte delle professioniste romane e milanesi.

La tecnologia per questo è venuta incontro alle professioniste del sesso, che possono offrire servizi particolari a distanza.

C’è chi lo fà usando la tradizionale webcam, aggiungendosi di fatto alle tante camgirl che erano già presenti su internet prima dell’emergenza coronavirus.

C’è chi offre servizi con una video chiamata usando le più comuni applicazioni per smartphone o tablet.

Per finire c’è anche chi si concede solo per dare della compagnia al telefono a vecchi clienti, giusto per non perdere il contatto, con la speranza che il periodo di emergenza passi presto.

Ma ci sono ancora diverse professioniste che continuano a ricevere i clienti, cambiando l’approccio degli annunci, che adesso puntano ancor più di prima sulla pulizia personale e degli ambienti in cui vengono offerte le prestazioni.

Questo non vuol dire che il problema coronavirus sia ignorato, infatti gestori di molti siti di questa tipologia di annunci, anche per propria tutela, mettono in risalto e pubblicizzano sia l’hastag #iorestoacasa sia e in particolar modo i servizi di videochat.

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